Cosa è l’Emdr, in breve?

L’Emdr è’ una tecnica terapeutica sempre più utilizzata, con risultati positivi spesso in tempi anche molto brevi, per il trattamento degli effetti negativi di esperienze traumatiche di varia natura e gravità, che possono sfociare in vere e proprie patologie, tra cui il disturbo post traumatico da stress, gran parte delle fobie, dei disturbi d’ansia, dei disturbi alimentari, dei disturbi dell’umore, per citare solo i più frequenti, o comunque in un rapporto problematico con le proprie emozioni, come ad esempio nel caso dell’ansia, della rabbia, della “fame nervosa” e così via.

Per chiarire subito: con il termine “esperienza traumatica” non si intende qua soltanto il trauma, come si è soliti dire, con la “T maiuscola”, cioè un evento acuto, vissuto dal soggetto come in grado di mettere seriamente in pericolo la propria vita o quella delle persone per lui importanti, come l’esperienza di un grave incidente, di una malattia mortale o di un lutto, di una qualche calamità naturale, del subire importanti atti violenti o abusi di vario tipo. Più in generale definiamo qua “traumatica” ogni tipo di esperienza di deprivazione, frustrazione, violenza, di una certa entità o tristemente ripetuta nel tempo, come nel caso di carenti cure genitoriali in età precoce, di assenza, non necessariamente fisica, di una delle figure genitoriali, di svalutazioni del soggetto da parte dell’ambiente relazionale circostante, di richieste eccessivamente responsabilizzanti rispetto all’età e alle risorse di colui che le riceve, del subire atti di bullismo o di mobbing e così via.

Anche se ogni essere umano è biologicamente, quindi anche psicologicamente, attrezzato per attraversare e risolvere esperienze frustranti e dolorose, di fronte ad alcune esperienze traumatiche è come se i meccanismi di cui siamo naturalmente dotati si inceppassero, non svolgendo appieno il proprio lavoro. In questi casi è come se non riuscissimo più a “lasciare andare via” a “prendere le distanze” dall’insieme negativo di sensazioni fisiche (come il dolore ad esempio) di emozioni (come la paura o la tristezza, tra molte altre) e di valutazioni su di sé (ad esempio: “sono in pericolo”, “non valgo nulla”, “sono detestabile”), sperimentate ed elaborate intorno all’evento di vita traumatico. Questo insieme di elementi negativi continua, spesso inconsapevolmente, a “pulsare” nella nostra mente e ce lo ritroviamo “tra i piedi” ogni volta che dobbiamo vivere oggi esperienze per qualche aspetto simili a quelle da cui tutto ciò ha avuto origine: ogni volta in cui, ad esempio, chiediamo oggi l’attenzione o l’affetto di qualcuno, in cui ci “sottoponiamo” ad un giudizio, in cui subiamo un’ingiustizia o veniamo frustrati e via dicendo.

Il trattamento Emdr permette “semplicemente” a questa sorta di “motore inceppato” di ripartire e fare il proprio lavoro fino a portare il soggetto a poter dire: “ora ripenso a quell’esperienza che mi ha fatto male ma la vedo distante, leggera e vivo oggi in maniera meno pesante tutta una serie di situazioni che, spesso inconsapevolmente, collegavo in qualche modo a quella”. Questo concretamente avviene chiedendo alla persona di concentrarsi su associazioni spontanee di immagini, pensieri, emozioni e sensazioni corporee legate all’evento traumatico mentre lo psicoterapeuta, formato e autorizzato alla pratica dell’Emdr dall’Associazione Italiana Emdr e lungo un  percorso standardizzato e suddiviso in precise fasi,  sottopone il soggetto, sempre cosciente, ad una stimolazione che lo aiuti a muovere ripetutamente e per un certo tempo gli occhi da destra a sinistra, o a seguire stimoli uditivi o tattili.

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